Il manifesto dell’opposizione bielorussa: liberismo, nazionalismo, anticomunismo

Tra liberismo, nazionalismo e anticomunismo, la nuova eroina dell’occidente, Sviatlana Tsikhanouskaya, forse temendo di poter risultare poco appetibile ai popoli democratici d’Europa, ha dato indicazione ai suoi di far sparire qualche giorno fa dal loro sito “reformby” un controverso documento politico. “Non è il nostro manifesto, ci è finito per sbaglio”, dicono gli attivisti. Nonostante sia scomparso dal sito dell’opposizione “democratica”, ne è rimasta una copia salvata nell’archivio di internet. Notando con dispiacere che, nuovamente, i leader e giornali di riferimento della sinistra imperiale, con la solita puntualità, si sono precipitati a dare il proprio supporto alle forze reazionarie protagoniste di questa nuova rivoluzione colorata finanziata e promossa da USA, Unione Europea e Polonia, ci siamo sentiti in dovere di occuparci di questa traduzione.

Laura Boldrini e Lia Quartapelle portano la solidarietà a Sviatlana Tsikhanouskaya (1 settembre 2020)

  • “Rafforzamento dell’identità nazionale”
  • “Privatizzazione delle imprese statali” 
  • “Realizzazione di una completa de-comunistizzazione e de-sovietizzazione della Bielorussia”
  • “Integrazione nelle strutture politiche, economiche e militari occidentali (UE, NATO)”
  • “Bando delle organizzazioni filo-russe le cui attività vanno contro i nostri interessi nazionali”
  • “Adesione al futuro sistema di consegne di gas naturale liquefatto (GNL) dagli Stati Uniti all’Europa orientale”
  • “Divieto di trasmissione in Bielorussia di programmi giornalistici, socio-politici e di notizie realizzati dai canali televisivi russi”
  • “Inclusione nel pacchetto televisivo standard dei canali di Lettonia, Lituania, Polonia e Ucraina a disposizione del pubblico”
Le somiglianze con i punti programmatici dell’opposizione “democratica” ucraina del 2014, che ha portato a termine il colpo di stato, sono evidenti: esaltazione del nazionalismo in funzione anti-russa, privatizzazioni selvagge, allusione al bando dei partiti comunisti con l’accusa di collaborare con la Federazione Russa contro gli interessi nazionali, approvvigionamento di materie prime in favore degli Stati Uniti, censura dei media russi e sponsorizzazione dei media dei paesi più feroci nella difesa della linea atlantista, i più lontani dai principi democratici.

 

A seguire il testo completo del documento politico tradotto dall’inglese.

Riforma del settore della sicurezza nazionale  

Descrizione breve

La situazione sia all’interno del paese che intorno ad esso si sta sviluppando in modo sfavorevole per gli interessi nazionali della Bielorussia. Le principali minacce alla sicurezza nazionale sono causate dall’aumento dell’aggressiva politica estera del Cremlino, dalla partecipazione della Bielorussia a progetti integrazionisti post-sovietici a guida della Russia, dal dominio dei media russi nello spazio dell’informazione e da un basso livello di coscienza nazionale tra i bielorussi.

Gli obiettivi fondamentali per la riforma della politica statale esistente sono i seguenti: uscita dalle unioni integrazioniste che hanno la Russia come membro; conservazione e sviluppo del patrimonio culturale nazionale e della lingua bielorussa; crescita economica stabile; alto livello e qualità della vita per i cittadini; instaurazione di un sistema democratico di governo.

Come risultato di questa riforma, diminuiranno i pericoli di interferenze esterne e di destabilizzazione della situazione nel paese, così come i tentativi di dividere la società e l’integrità territoriale della Bielorussia.

Problemi ai quali è diretta la riforma

1. La politica estera aggressiva del Cremlino

Per realizzare i suoi piani imperiali revanscisti il ​​Cremlino sta attivamente facendo uso di:

  • Ricatto economico ed energetico
  • Pressione dei media
  • Diffusione di notizie false e disinformazione
  • Influenzamento tossico delle élite e della cittadinanza
  • Falsificazione della storia con l’obiettivo di manipolare la coscienza pubblica
  • Provocazioni e inasprimento artificiale dei conflitti interni

La leadership russa sta utilizzando la concezione del “Mondo russo” per rafforzare il controllo di Mosca sulla Bielorussia. La base per questo è genericamente la lingua russa e la Chiesa ortodossa russa. Il Cremlino applica spesso metodi di “soft power”: NDA, opinion factory, mass media, blogger, social network, scambi [culturali] e tirocini di esperienze lavorative in Russia.

2. Assenza di democrazia, libertà di parola, libertà di associazione e altre libertà fondamentali

I media indipendenti sono sottoposti a forti pressioni. La società civile e l’opposizione politica devono far fronte a persecuzioni e severe restrizioni alle loro azioni. Non ci sono state elezioni libere e oneste nel paese da più di due decenni.

3. Basso livello di coscienza nazionale e dominio della lingua russa

Una completa incapacità dell’ideologia statale e dei media statali di competere con la propaganda dei media russi: la televisione e la radio russe sono de facto dominanti nello spazio informativo della Bielorussia.

4. Lo stato problematico dell’economia bielorussa

L’economia bielorussa deve far fronte a un significativo esaurimento dei fondi di base e tecnologicamente è in ritardo non solo ai [paesi] leader mondiali, ma anche ai suoi vicini: i paesi dell’UE.

5. L’appartenenza della Bielorussia a strutture sovranazionali integrazioniste in cui domina la Russia -, lo Stato dell’Unione, la CSTO (Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva), Unione economica euroasiatica, CIS (Comunità di Stati indipendenti)

Come parte della CSTO, i bielorussi sono minacciati di essere trascinati in conflitti armati in Asia centrale e anche in tutto il mondo. A causa della nostra partecipazione alla CSTO esiste la minaccia che truppe asiatiche o russe vengano utilizzate sul nostro territorio. L’appartenenza alla CSTO impedisce anche la modernizzazione del nostro esercito.

6. Il cambiamento delle priorità e dei punti focali nella politica estera dell’Unione europea

L’UE è alle prese con sfide migratorie senza precedenti e le conseguenze della Brexit. Molti paesi dell’UE cercano compromessi con il Cremlino. Gli Stati Uniti non sono un vero garante dell’indipendenza della Bielorussia, nonostante i progressi nelle relazioni bilaterali e un fermo impegno da parte di Washington per l’indipendenza e la sovranità della Bielorussia.

OBIETTIVI FONDAMENTALI / OBIETTIVI DELLA RIFORMA

L’obiettivo fondamentale della riforma del settore della sicurezza nazionale è la mobilitazione immediata e il consolidamento della cittadinanza allo scopo di difendere l’indipendenza e la sovranità.
Obiettivi:

  • Rafforzamento dell’identità nazionale, aumento del patriottismo e della dignità nazionale;
  • Unire la cittadinanza sulla base dei valori democratici e sull’idea di costruire una Bielorussia indipendente;
  • Riduzione dell’influenza del Cremlino sulla Bielorussia attraverso fattori informativi, economici, integrazionisti e umanitari;
  • Uscita dalle unioni integrazioniste post-sovietiche a direzione russa;
  • Integrazione nelle strutture politiche, economiche e militari occidentali (UE, NATO)

Misure immediate (prima del 2021):

1. Nella sfera politica

  • Uscita dall’Unione Statale [L’Unione Statale della Russia e della Bielorussia], dall’Unione Eurasiatica, dall’Unione doganale [eurasiatica] e da altre organizzazioni integrazioniste in cui domina la Russia;
  • Divieto delle organizzazioni filo-russe le cui attività vanno contro i nostri interessi nazionali, nonché dei fondi russi e delle organizzazioni che finanziano tali strutture;
  • Introduzione della responsabilità penale per dichiarazioni pubbliche che mettono in discussione l’esistenza di una nazione bielorussa separata e/o il suo diritto storico al proprio Stato. L’introduzione della responsabilità penale per insulti pubblici della lingua bielorussa;
  • Monitoraggio da parte dei poteri della società civile dell’attività delle iniziative pro-Cremlino in Bielorussia;
  • L’attuazione di controlli di frontiera e doganali ai confini con la Russia

2. Divieto di vendita delle infrastrutture bielorusse a società russe

3. Nella sfera dell’informazione

  • Liberazione dei media indipendenti dalla pressione e dal controllo dello Stato, garantendo la libertà dei media e la libertà di parola in Bielorussia;
  • Divieto di trasmissione in Bielorussia di programmi giornalistici, socio-politici e di notizie realizzati dai canali televisivi russi;
  • Inclusione nel pacchetto televisivo standard dei canali di Lettonia, Lituania, Polonia e Ucraina a disposizione del pubblico;
  • Ripristino dell’attività del Consiglio Pubblico di Coordinamento in ambito mass-mediatico

4. In ambito militare

  • Uscita dalla CSTO e ripristino del pieno controllo dei sistemi di difesa antiaerea e antimissile della Bielorussia;
  • Espulsione di oggetti militari russi dal territorio bielorusso – cioè il centro di comunicazioni a Vileyka e la stazione radar vicino a Baranavichy;
  • Espansione della formazione patriottica nell’esercito bielorusso;
  • Passaggio alla lingua bielorussa per l’educazione militare nell’esercito;
  • Sviluppo delle infrastrutture di confine ai confini con i paesi dell’UE, aumentando la capacità di accesso dei valichi di frontiera.

5. In ambito ambientale

  • Divieto della messa in servizio e chiusura di nuove fabbriche dannose a Brest, Mogilev e Svetlogorsk;
  • Pubblicazione di informazioni esaurienti e veritiere riguardanti la costruzione, la sicurezza e l’uso della centrale nucleare di Astravets;
  • Conduzione di un’ampia discussione pubblica sul destino della centrale nucleare di Astravets.

6. Nella sfera sociale

  • Aumento dei salari e migliori condizioni di lavoro per i lavoratori della sanità e dell’istruzione

7. Nella sfera culturale

  • Popolarizzazione degli eroi nazionali, con una preferenza per quelli del XIX e XX secolo
  • Popolarizzazione del personaggio di Kastuś Kalinoŭski come fondatore politico della moderna nazione bielorussa, come simbolo della lotta dei bielorussi per la libertà e l’indipendenza, e come figura che doveva consolidare intorno a lui tutti coloro che erano devoti ai valori della rinascita nazionale e dell’indipendenza del paese.

Obiettivi a medio termine (prima del 2025)

1. Nella sfera politica

  • Riforma della legge elettorale, svolgimento di elezioni libere, oneste ed eque per il parlamento del paese;
  • Formazione di una Guardia Nazionale al fine di salvaguardare il parlamento e proteggere l’ordine costituzionale nel paese;
  • Formazione di un servizio di sicurezza nazionale responsabile dinanzi al parlamento;
  • Ripristino dell’indipendenza dei tribunali dal potere esecutivo;
  • Attuazione del controllo pubblico, in primo luogo da parte del parlamento, sulle forze armate;

2. Nella sfera economica

  • Diversificazione dell’approvvigionamento energetico, riducendo la quota della Russia come fornitore di energia alla Bielorussia al 50% del volume totale delle importazioni di energia;
  • Ampliamento dell’utilizzo di fonti energetiche alternative;
  • Attuazione del Programma statale sul risparmio energetico, per l’abbassamento dei consumi energetici e il passaggio a tipi di combustibili locali;
  • Costruzione di una nuova raffineria di petrolio a Novopolotsk, focalizzata sul greggio leggero;
  • Inclusione della Bielorussia nei programmi di cooperazione nell’ambito del Three Seas Initiative, con l’obiettivo di preparare i documenti, i programmi e le infrastrutture necessari per l’adesione della Bielorussia al futuro sistema di consegne di gas naturale liquefatto (GNL) dagli Stati Uniti all’Europa orientale;
  • Privatizzazione delle imprese statali con divieto di acquisto da parte di società con una quota superiore al 20% con capitale russo; Creazione delle condizioni per l’attrazione diretta di investimenti esteri;
  • Costruzione di ferrovie moderne e autostrade principali [per le rotte] Kiev-Minsk-Vilnius, Lviv-Brest-Grodno-Vilnius, Vitebsk-Polotsk-Daugavpils-Riga.

[Punto 3 assente]

4. Nella sfera dell’informazione

  • Fare in modo che il numero massimo di canali TV via cavo accessibili che hanno un paese straniero coinvolto nella loro produzione sia fissato al 50% del totale dei canali TV offerti nel pacchetto;
  • Innalzamento del livello di qualità dei canali televisivi nazionali bielorussi, creando speciali programmi socio-politici e storici;
  • Ritrasmissione da parte dei canali televisivi nazionali di programmi divulgativi scientifici, di intrattenimento e di notizie dei paesi dell’UE, del Regno Unito, del Canada, degli Stati Uniti e dell’Australia.

5. In ambito militare

  • Transizione agli standard NATO;
  • Addestramento del personale militare, con i soldati bielorussi inviati ai corrispondenti istituti e centri d’addestramento dei paesi della NATO.
  • Transizione di tutte le attività dell’esercito bielorusso alla lingua bielorussa;
  • Dare alle unità militari e agli istituti scolastici bielorussi i nomi degli eroi nazionali bielorussi;
  • Formazione delle forze armate bielorusse da quattro parti integranti:
    1. Un nucleo di soldati professionisti che prestano servizio su base contrattuale;
    2. Cittadini che svolgono un determinato periodo di servizio militare;
    3. Unità territoriali volontarie formate da cittadini che mantengono le loro occupazioni civili, ma vengono periodicamente addestrate e possono essere mobilitate rapidamente;
    4. Riserve – tutti i cittadini maschi che sono idonei al servizio e che hanno seguito un addestramento militare durante il loro servizio a tempo determinato.
  • Cambio del sistema di addestramento dei soldati durante il loro servizio a tempo determinato e per i riservisti. Un focus sull’educazione patriottica e l’acquisizione delle competenze necessarie.
  • Modifica della durata del servizio obbligatorio a sei mesi;
  • La dimensione delle Forze Armate, senza contare i riservisti, dovrebbe essere compresa tra i 75 e gli 80mila uomini;
  • Realizzazione delle infrastrutture necessarie al confine bielorusso-russo.

6. In ambito ambientale

  • La creazione di condizioni economiche favorevoli per investimenti in progetti per l’ottenimento di energia da fonti rinnovabili e nel trattamento e riutilizzo di prodotti di scarto (rifiuti, ecc.);
  • Riabilitazione di territori inquinati da radiazioni

7. Nella sfera sociale

  • Creazione delle condizioni per il ritorno dei bielorussi che lavorano all’estero, in particolare medici, operatori sanitari e specialisti altamente qualificati di altre professioni;
  • Promuovere il ritorno dei discendenti dei nostri compatrioti che hanno lasciato la Bielorussia prima della restaurazione della sua indipendenza come stato, attraverso l’approvazione di una legge per una carta di compatibilità – bielorusso all’estero [nota di thesaker: questa sarebbe una carta per le persone di etnia bielorussa che vivono all’estero per dimostrare la loro appartenenza alla nazione bielorussa, modellata presumibilmente sulla “Karta Polaka” della Polonia].

8. Nella sfera culturale

  • Restituire alla lingua bielorussa lo status di unica lingua di stato, garantendo nel contempo il diritto delle minoranze nazionali all’istruzione e allo svolgimento di eventi culturali nella loro lingua madre;
  • Sviluppo e attuazione di misure amministrative e finanziarie per stimolare i media, la pubblicazione di libri e la vita culturale in lingua bielorussa.
  • Ripristino dei sussidi statali per l’insegnamento e l’istruzione in bielorusso negli istituti di istruzione primaria, secondaria e superiore.
  • Realizzazione di una completa de-comunistizzazione e de-sovietizzazione della Bielorussia;
  • Bielorussificazione della vita religiosa per tutte le fedi cristiane e per le altre religioni;
  • Bielorussificazione del sistema educativo a tutti i livelli e di tutti i tipi;
  • Ripristino della registrazione, dello status e del finanziamento statale dello Yakub Kolas National State Humanities Lyceum, con la libertà accademica salvaguardata per insegnanti, alunni e genitori; l’apertura di filiali del National State Humanities Lyceum in ogni capoluogo regionale.

Obiettivi a lungo termine (prima del 2030):

  • Creazione di un sistema end-to-end di istruzione in lingua bielorussa dagli asili alle università;
  • Restauro della Chiesa ortodossa bielorussa autocefala come alternativa nazionale all’Esarcato bielorusso della Chiesa ortodossa russa del Patriarcato di Mosca;
  • Adempimento da parte della Bielorussia di tutti i criteri di adesione all’UE e alla NATO; completamento delle relative domande di adesione a tali strutture;
  • Garantire la sicurezza alimentare a lungo termine attraverso la diversificazione dell’approvvigionamento di derrate alimentari nel paese, la creazione di riserve alimentari, la modernizzazione della produzione agricola e lo sviluppo delle aziende agricole.
  • Rafforzamento della cooperazione e formazione di un partenariato strategico nel quadro della comunità Baltico-Mar Nero; la formazione e l’organizzazione di un corrispondente blocco regionale interstatale;
  • Realizzazione di un programma di diversificazione dell’approvvigionamento energetico, con un limite alla quota di fornitori di ogni Paese fissato al 30% del volume totale delle importazioni di energia.

La crisi bielorussa attraverso la lente dell’Ucraina

Traduzione dell’articolo di Dmitriy Kovalevich del 27 agosto 2020

Manifestazioni in Bielorussia del 2020 e le manifestazioni in Ucraina nel 2014

Questa estate, la situazione in Bielorussia e le proteste che hanno travolto il paese, hanno dominato quasi completamente l’agenda dei mass media ucraini.

Il 9 agosto si sono tenute le elezioni presidenziali nella vicina Bielorussia. Secondo il CEC [Comitato Elettorale Centrale] bielorusso, sono state vinte dal presidente in carica Alexander Lukashenko, che governa il paese dal 1994. L’opposizione non ha riconosciuto i risultati delle elezioni, invitando i suoi sostenitori a protestare nelle strade, agendo secondo lo scenario delle “Rivoluzioni colorate”.

La violenza della polizia innesca la risposta

Durante le prime manifestazioni la polizia ha disperso i manifestanti facendo uso della violenza. Successivamente si sono innescate le proteste di diversi collettivi di lavoratori, poiché molti di essi, pur non partecipando alle proteste iniziali, sono stati attaccati erroneamente dalla polizia. È interessante notare che l’opposizione ha chiesto scioperi solo nelle imprese statali (la stragrande maggioranza in Bielorussia), senza mai invitare i lavoratori delle imprese private o straniere a scioperare.

Solo una settimana dopo le elezioni, sono stati organizzati cortei e manifestazioni altrettanto massicci, a sostegno del presidente in carica, nei quali ha avuto parte attiva anche il Partito Comunista di Bielorussia.

Confronto con Euromaidan 2014

In molti paragonano le proteste in Bielorussia con il colpo di stato ucraino del 2014, chiamato “Euromaidan”. Ci sono davvero molte caratteristiche comuni, ma ci sono anche differenze significative. Lukashenko ha perseguito una politica sociale abbastanza equilibrata. In Bielorussia, la maggior parte delle grandi imprese è stata nazionalizzata, sono di proprietà statale. Non ci sono oligarchi in Bielorussia e, di conseguenza, non ci sono grandi media di proprietà di oligarchi, come quelli che hanno innescato i manifestanti ucraini durante Euromaidan. Il tenore di vita e le garanzie sociali in Bielorussia sono molto più alti che in Ucraina e le tariffe per gas ed elettricità sono inferiori di circa il 50%. Anche i prezzi del cibo sono notevolmente inferiori.

Secondo recenti sondaggi, gli ucraini considerano Alexander Lukashenko il migliore tra i leader stranieri.[1] Per via questa fiducia Minsk è stata scelta come piattaforma per i negoziati per risolvere il conflitto nel Donbass.

L’impatto sull’Ucraina degli eventi in Bielorussia

Gli eventi in Bielorussia hanno diviso la società ucraina. I sostenitori di Euromaidan, i nazionalisti e gli attivisti delle ONG occidentali sostengono i manifestanti bielorussi. Pavel Klimkin, ex ministro degli Esteri ucraino, ha affermato che l’esito delle proteste in Bielorussia è una questione di sopravvivenza dell’Ucraina. Ha scritto: “Le elezioni in Bielorussia non saranno un punto di arrivo. Tutto il divertimento inizierà dopo. Dobbiamo lottare per una Bielorussia europea, non possiamo e non dobbiamo perdere questa battaglia, è una questione di sicurezza e di esistenza”.[2]

I nazionalisti ucraini e neonazisti si sono precipitati in Bielorussia per aiutare a realizzare una sorta di Euromaidan nel paese. Secondo il concetto promosso dall’estrema destra ucraina: Polonia, Ucraina, Lettonia, Lituania, Estonia e Bielorussia dovrebbero essere unite in una confederazione anti-russa, la quale dovrebbe diventare una sorta di fortezza della “razza bianca” che si opponga sia alla “Russia asiatica” sia all’Europa occidentale, “rovinata dagli immigrati”. I neonazisti ucraini del gruppo C-14 sostengono i manifestanti bielorussi con bandiere usate sia dalla moderna opposizione bielorussa che dai collaboratori nazisti durante la seconda guerra mondiale.[3]

“Stavano preparando questo casino contro di noi”

Un concetto simile viene promosso dai cosiddetti esperti del Consiglio Atlantico, citando solo la necessità di creare una zona cuscinetto tra Europa e Russia. Il reale obiettivo è, molto probabilmente, minare le relazioni commerciali tra Russia/Cina ed Europa occidentale.[4] Finora la Bielorussia è stata l’anello mancante di questa catena.

Il presidente Lukashenko afferma che l’opposizione è manovrata dalla Polonia e i paesi della UE si stanno accodando all’azione degli Stati Uniti:

“Stavano preparando questo casino contro di noi. E la Russia aveva paura di perderci. L’Occidente ha deciso di metterci in qualche modo, ovviamente – come vediamo ora – contro la Russia. Adesso vogliono creare questo corridoio del Baltico-Mar Nero, una sorta di zona cuscinetto: le tre repubbliche baltiche, noi e l’Ucraina. Siamo un anello di questa catena. Gli Stati Uniti stanno pianificando e dirigendo tutto questo, e i paesi della UE stanno al gioco. È stato ordinato – lo faranno. Un centro speciale è stato istituito vicino a Varsavia. Stiamo guardando, sappiamo cosa fa. Cominciano a brandire le armi. Sai, quando accadono cose inquietanti nelle vicinanze, quando i carri armati iniziano a muoversi e gli aerei volano nelle vicinanze, non è una coincidenza.”[5]

Anche in questo caso, allo stesso tempo, il presidente Zelensky e gli ufficiali ucraini non hanno fretta di schierarsi da una parte o dall’altra; sono pronti ad aspettare. E una delle ragioni di ciò è l’importanza della Bielorussia per l’economia dell’Ucraina e di tutta l’Europa orientale.

Il significato della “finestra bielorussa”

Dopo l’imposizione delle sanzioni contro la Federazione Russa, l’economia ucraina è diventata fortemente dipendente dalla “finestra bielorussa”, attraverso la quale le merci russe vengono fornite all’Ucraina e quelle ucraine alla Russia. Per anni la Bielorussia ha approfittato della rietichettatura delle merci come “prodotte in Bielorussia”. Il paese è diventato il principale fornitore di frutti di mare per tutti i paesi post-sovietici che non hanno coste. Fornisce due volte di più di frutta alla Russia di quanta ne sia in grado di produrre. È possibile acquistare prodotti russi in ogni supermercato ucraino; sono semplicemente contrassegnati come “prodotti in Bielorussia”.

Dopo la Russia, l’Ucraina è al secondo posto nell’elenco dei principali destinatari delle esportazioni bielorusse, per un totale di circa 4 miliardi di dollari. Nella lista dei principali importatori della Bielorussia, l’Ucraina è al quarto posto (un volume totale di 1,5 miliardi di dollari).

L’analista finanziario ucraino Vasyl Nevmerzhitskiy ritiene che, se verranno chiuse le frontiere da parte della Bielorussia (in caso di gravi problemi politici), ciò avrà un impatto negativo sul bilancio dell’Ucraina, poiché perderebbe una delle principali fonti di approvvigionamento:

“Se chiudono le frontiere in Bielorussia a causa di disordini pubblici allora il nostro fatturato commerciale diminuirà notevolmente. Dopotutto, attraverso questo vicino l’Ucraina acquista non solo beni bielorussi, ma anche russi. La fornitura di beni verrà immediatamente ridotta a due partner commerciali chiave. Questo colpirà il bilancio ucraino, poiché la riscossione del VAT [IVA] e dei dazi doganali, così come il nostro mercato valutario, diminuirà.”[6]

L’impatto sull’industria, il commercio e l’economia dell’Ucraina

Tuttavia, la pietra angolare delle relazioni economiche ucraino-bielorusse sono il petrolio ed i sottoprodotti petroliferi. Sebbene la Bielorussia non sia un paese produttore di petrolio, è la principale fonte di petrolio e gasolio per il mercato ucraino. Circa il 35% della benzina viene fornita all’Ucraina dalla Bielorussia e circa la stessa quantità dalla Federazione Russa tramite la Bielorussia. Il petrolio viene importato principalmente dalla raffineria di petrolio Mozyr in Bielorussia attraverso Korosten, nella regione di Zhytomyr in Ucraina. Come affermano gli analisti ucraini dal 2014, nessun carro armato ucraino si muoverebbe senza il petrolio fornito dalla Bielorussia.

Inoltre, poiché l’industria ucraina è in gran parte crollata, Kiev ora ripara i suoi veicoli militari e gli aerei anche in Bielorussia. Minsk è diventata un’intermediaria, lavora per contratti militari sia per la Russia che per l’Ucraina (spesso nelle stesse fabbriche). La Bielorussia fornisce veicoli militari e dispositivi ottici sia all’esercito russo che a quello ucraino.

Poiché l’Ucraina ha vietato i voli per la Russia, nonostante milioni di cittadini vi lavorassero, gli ucraini devono volare in Russia attraverso la Bielorussia. Allo stesso modo, i russi visitano i loro parenti in Ucraina facendo scalo in Bielorussia.

Pertanto, nel sostenere i manifestanti in Bielorussia, le autorità ucraine avrebbero agito contro i propri interessi economici. Tuttavia, sotto la pressione degli Stati Uniti, prima o poi dovranno decidere quale posizione adottare. I nazionalisti ucraini e gli attivisti delle ONG finanziate dall’Occidente hanno già deciso, ma le loro azioni a sostegno dell’opposizione bielorussa a Kiev non stanno radunando più di una dozzina di persone. Avendo già sperimentato due rivoluzioni colorate e un periodo di repressione statale, la sinistra ucraina chiede che l’attenzione si concentri sulle questioni economiche piuttosto che politiche durante la crisi bielorussa. È questa la domanda che l’opposizione bielorussa sta cercando di mettere a tacere, sostenendo che è necessario prima rovesciare Lukashenko, e poi – “vedremo”. Allo stesso tempo, il programma economico dell’opposizione, pubblicato a giugno sul sito zabelarus.com, suggerisce riforme neoliberiste e privatizzazioni di massa.[7]

Punto di vista alternativo sugli eventi

L’organizzazione marxista ucraina Borotba, bandita in Ucraina dopo la rivoluzione colorata del 2014, avverte che il programma economico dell’opposizione bielorussa è contro gli interessi dei lavoratori e sta cercando di manipolarli:

“La rappresentazione dello scontro tra il “popolo” e il “dittatore” imposto dai media imperialisti non dovrebbe mettere in ombra un’analisi politica e di classe. La solidarietà per le vittime della brutalità della polizia non significa sostenere la loro agenda politica.”

“La forza trainante nelle proteste contro il regime di Lukashenko è stata la classe media urbana, che è cresciuta e si è rafforzata durante gli anni di relativa prosperità economica. La classe media ha cominciato a considerare restrittiva la struttura del welfare state paternalistico, sposando la visione del “mercato libero” e della “libera impresa”. Non avendo esperienza delle riforme neoliberiste che hanno distrutto le economie di Ucraina e Russia, una parte significativa del popolo bielorusso vede il futuro del proprio paese nella “libertà” guidata dal mercato.”

“Tuttavia, è improbabile che un programma neoliberista di privatizzazione su larga scala, tagli alla salute e la libertà di licenziare piaccia alla maggior parte dei lavoratori. Questo è il motivo per cui il programma di “riforma”, inizialmente ampiamente pubblicizzato dalla candidata dell’opposizione Sviatlana Tsikhanouskaya e dai suoi sostenitori, è stato in seguito sostanzialmente nascosto. Ma era troppo tardi”[8]

Ciò che è ovvio per gli ucraini che seguono da vicino gli eventi nel paese vicino, indipendentemente dall’esito delle proteste, è che la Bielorussia non sarà la stessa di prima dell’agosto 2020. Se Lukashenko rimane al potere, la sua posizione sarà più debole e dovrà fare concessioni significative ai partner commerciali esteri. Qualsiasi cambiamento di potere in Bielorussia può comportare il rischio di un lungo periodo di instabilità, la chiusura di grandi imprese e conflitti civili, poiché l’opposizione liberale non può fare affidamento sul sostegno delle masse o dimostrare la sua legittimità.

Le trame della CIA in Italia: elezioni falsificate e colpi di stato

Gli Stati Uniti parlano tanto di democrazia e della sua esportazione, tanto che nel suo nome hanno causato guerre, colpi di stato e milioni di morti rivelandosi la maggiore minaccia alla pace dei popoli che da sempre vogliono liberarsi dal giogo imperialista, per poi tuonare invece contro coloro che hanno osato interferire nelle loro elezioni. Ma cosa intendono con la parola democrazia? A seguito di una ricerca riporto qui alcuni documenti che rispondono chiaramente a questa domanda più specificatamente per quanto riguarda l’Italia: Continue reading

Cosa farebbe Machiavelli?

COMPAGNO MACHIAVELLI E L’ODIO DI CLASSE
L’immaginario comune di oggi sbaglia su Machiavelli – era un santo patrono della lotta di classe.

Articolo di Chris Maisano su Jacobin USA tradotto da Voxkomm https://www.jacobinmag.com/2013/06/what-would-machiavelli-do

Tengo un ritratto di Machiavelli sulla mia scrivania a lavoro – una scelta di interior design che, ho imparato, sconcerta alcuni dei miei colleghi. Recentemente un pomeriggio, ho ricevuto un e-mail da uno di loro con il titolo “Who Wants to Serve a Billionaire?” (chi vuole fare da servo a un miliardario?) Il messaggio conteneva un link a un articolo del Guardian sul crescente gruppo di multimiliardari internazionali, i loro cosiddetti “superyacht”, e i disperati britannici ed est europei che gli fanno da servi come mestiere.

Il rapporto è un documento indelebile del nostro tempo, è una testimonianza delle fortune rapidamente divergenti dell’1% e del resto di noi in tutto il mondo. “Queste sono persone abituate a ottenere ciò che vogliono”, ci ricorda il giornalista, “e, come datori di lavoro, tendono ad essere estremamente esigenti”. Continue reading

Benedetta Sabene attacca il “femminismo” alla Freeda

Il femminismo mainstream oggi tocca per il 90% tematiche come bodyshaming, peli, accettazione di sé, girl power, libertà di gestire il proprio corpo. Il tutto meglio se condito con un po’ di spot pubblicitari, come fanno pagine come Freeda. Perché qualsiasi cosa possa fare profitto, nel sistema capitalistico, va spremuta il più possibile: basti pensare a Beyoncè, paladina delle lotte femministe, che paga pochi centesimi le lavoratrici che producono in Sri Lanka i capi della sua linea di abbigliamento.

La realtà che vivono ogni giorno la maggior parte delle donne, però, è molto diversa da quella su cui questo tipo di femminismo mette l’accento: precarietà, licenziamenti, impossibilità di potersi fare una famiglia, sfruttamento. E nel resto del mondo la situazione è anche peggiore. Eppure tutto questo non sembra interessarci. Perché?
Perché fa molto più comodo creare artificialmente una sorta di “solidarietà femminile”, piuttosto che rendere le donne consapevoli dei rapporti di forza economici esistenti in questa società: un’operaia srilankese NON ha nulla in comune con la sua padrona Beyoncè. Ma ha tutto in comune con il suo collega uomo, sfruttato e malpagato quanto lei.

Il più grande paradosso del femminismo commerciale è proprio questo: lottare per l’uguaglianza di genere senza lottare per l’uguaglianza sociale. Lottare, quindi, per un’emancipazione che non ci potrà mai essere in un sistema economico basato proprio sullo sfruttamento e sull’oppressione. Con l’aggravante di trasformare le lotte in profitto.

– Bendetta Sabene

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Benedetta Sabene attacks “Freeda femminism”

Today’s mainstream feminism is for the 90% about themes as bodyshaming, hair, self-acceptance, girl power, freedom to manage one’s own body. All better if seasoned with a few commercials, as many well-known FB pages do (as the italian Freeda, for example – link). In the capitalist system, anything that can make a profit must be squeezed as much as possible: just think about Beyoncè, a champion of feminist fights, who pays a few cents the women working in Sri Lanka to produce the items of her clothing line.

The reality that most women live every day, however, is very different from the on which this type of feminism puts the emphasis on: precariousness, layoffs, inability to have a family, exploitation. And in the rest of the world the situation is even worse. Yet, all this does not seem to interest us. Why is that?

Because it is much more convenient to artificially create a sort of “female solidarity”, rather than making women aware of the economic power relations existing in this society: a Sri Lankan female worker has NOTHING in common with her boss Beyoncè. But she has EVERYTHING in common with her fellow man, as much exploited and badly paid as she is.

The big paradox of commercial feminism is precisely this: fighting for gender equality without fighting for social equality. To fight, therefore, for an emancipation that can never be found in an economic system precisely based on exploitation and oppression. With the aggravating feature of transforming struggles into profit.

– Benedetta Sabene

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Fuori dalla mischia: uno sguardo oltre l’ideologia no-border

Immigrazione – una tematica difficile quanto centrale nelle discussioni politiche di oggi giorno. Quando se ne parla sembrerebbe che la maggior parte delle volte le persone abbiano già investito in posizioni assolute, difficilmente discutibili e dove il pregiudizio alle critiche è frequente – tutti fattori per cui avere un dialogo è conseguentemente difficile se non impossibile. Argomento tosto si, ma non per questo dovremmo essere timidi nell’avere discussioni e cercare di elaborare soluzioni ai problemi che tale fenomeno comporta.

Quando si parla di confini, siamo solitamente indotti a fare riferimento a quelli di natura fisica (come quelli nazionali che dividono gli Stati), la politica di oggi, inoltre, alimenta spesso un immaginario fatto di reticolati, muri, filo spinato, etc. È bene, tuttavia, tenere a mente che non esistono solo confini di questo tipo. Oggi Il termine border, infatti, fa riferimento tanto ai confini di natura fisica quanto a confini di altra natura che potremmo definire di capitale, confini economici, insomma, che vengono solitamente regolati dagli accordi presi in particolare sul commercio e come nell’esempio dei mercati finanziari. Il NAFTA (North American Free Trade Agreement) abbatte il confine per capitale tra gli USA, il Canada ed il Messico, costringendo le attività economiche di quest’ultimo (in particolare l’agricoltura) a competere direttamente con tutto il nord America. Già che ci siamo, definiamo anche i due motivi diversi (ma spesso sovrapposti) per il quale esistono le migrazioni di massa: povertà, e guerra; quindi abbiamo migranti tanto per motivazioni economiche quanto rifugiati fuggiti da conflitti. Continue reading

Chi insulta i gilet gialli insulta anche mio padre

Édouard Louis è uno dei più brillanti giovani romanzieri francesi, enfatizza il suo lavoro sulle umiliazioni quotidiane e la brutalità della vita nella Francia rurale. Critico del governo di Emmanuel Macron, è stato un fervente sostenitore delle proteste dei “gilet jaunes” o “gilet gialli” che hanno attraversato il paese nelle ultime settimane, scatenate da una serie di tensioni sull’aumento del prezzo del carburante. In particolare, lo scrittore ha combattuto i tentativi dei media di etichettare i manifestanti come “idioti di campagna” o stupidi oppositori del progresso. In questo testo, originariamente pubblicato su Les Inrockuptibles, Louis proclama che “coloro che insultano i gilet jaunes stanno insultando persone come mio padre“.


È da qualche giorno ormai che cerco di scrivere un testo su e per i gilet jaunes, ma non ci riesco. Qualcosa nell’estrema violenza e nel disprezzo di classe che sta martellando questo movimento mi lascia paralizzato. Perché in un certo senso sento di essere personalmente preso di mira.

È difficile per me descrivere lo shock che ho provato quando ho visto le prime immagini dei gilet jaunes. Nelle foto che accompagnano gli articoli ho visto corpi che quasi mai compaiono nello spazio pubblico e mediatico – corpi sofferenti devastati dal lavoro, dalla fatica, dalla fame, dall’umiliazione permanente di chi è dominato dal dominante, dall’esclusione sociale e geografica. Ho visto corpi stanchi e mani stanche, schiene rotte e volti esausti. Continue reading

Ci sarà pace in Donbass solo quando il regime di Kiev sarà rovesciato: Miliziana della “Prizrak”

Tatiana Rybalko, originaria di Mariupol, non si è arresa dopo essere sfuggita dalle camere di tortura di Kiev; è diventata volontaria nella Brigata Fantasma.

Alexey Albu: Parlaci di te. Chi eri prima della guerra, cosa facevi?

Tatiana Rybalko: Prima della guerra, ho lavorato nell’acciaieria di Mariupol, fino al momento in cui sono stata catturata. Dal 2010 ero membro del Partito Comunista [NDR: d’Ucraina, KPU], e sono stata più volte rieletta Segretaria della cellula del partito, membro del Comitato di Distretto, Assistente Segretaria del Comitato di Distretto. Continue reading

Coloro che ballano sulla tomba di Fidel potrebbero rimanere presto delusi

Mentre la morte del leader rivoluzionario cubano Fidel Castro è stata causa di dolore e tristezza in tutto il mondo, molti non hanno saputo nascondere la propria gioia. Gli analisti politici spiegano a RT il perché di questo “ballare sulla tomba del leone”.

“Cuba non era altro che un casinò, un bordello, prima della rivoluzione cubana guidata dall’uomo che è morto ieri” afferma l’ex deputato britannico George Galloway. “E le persone fuggite da Cuba per Miami, la generazione Scarface, erano quelle diseredate dalla rivoluzione cubana, quando i casinò sono stati trasformati in scuole e università, quando sono scomparsi i bordelli. E si festeggia per la stessa ragione per la quale centinaia di milioni di persone in tutto il mondo sono in lutto: la morte di qualcuno che era una star, che ha fatto di Cuba il posto più bello del pianeta.” Continue reading