Cosa farebbe Machiavelli?

COMPAGNO MACHIAVELLI E L’ODIO DI CLASSE
L’immaginario comune di oggi sbaglia su Machiavelli – era un santo patrono della lotta di classe.

Articolo di Chris Maisano su Jacobin USA tradotto da Voxkomm https://www.jacobinmag.com/2013/06/what-would-machiavelli-do

Tengo un ritratto di Machiavelli sulla mia scrivania a lavoro – una scelta di interior design che, ho imparato, sconcerta alcuni dei miei colleghi. Recentemente un pomeriggio, ho ricevuto un e-mail da uno di loro con il titolo “Who Wants to Serve a Billionaire?” (chi vuole fare da servo a un miliardario?) Il messaggio conteneva un link a un articolo del Guardian sul crescente gruppo di multimiliardari internazionali, i loro cosiddetti “superyacht”, e i disperati britannici ed est europei che gli fanno da servi come mestiere.

Il rapporto è un documento indelebile del nostro tempo, è una testimonianza delle fortune rapidamente divergenti dell’1% e del resto di noi in tutto il mondo. “Queste sono persone abituate a ottenere ciò che vogliono”, ci ricorda il giornalista, “e, come datori di lavoro, tendono ad essere estremamente esigenti”. Continue reading

Aleksej Markov: una guerra fatta di occasioni mancate

I poeti e bardi Andrej Sciroglazov e Galina Sciapkina hanno incontrato e conversato con il comandante del battaglione della Milizia popolare della LNR Alexei Markov.

Articolo apparso su Literaturnaia Gazeta http://www.lgz.ru/article/-4-6676-30-01-2019/voyna-upushchennykh-vozmozhnostey/ Traduzione a cura del Comitato Ucraina Antifascista di Bologna https://www.facebook.com/ucraina.antifascista.bo/ con il supporto di Riccardo Sotgia Alena Afanasyeva

Con il comandante della leggendaria «Prizrak» – [fantasma, NdT], (prima comandata da Mozgovoi) ci siamo conosciuti più di due anni fa, quando per la prima volta siamo capitati in Donbass. Partecipammo ad un festival e ci invitarono a parlare a Kirovsk, a ridosso del fronte. Ricordo come in sala si ascoltasse con attenzione, solo di tanto in tanto si sentiva un sussurro – i nostri ragazzi traducevano per i volontari stranieri le canzoni e i discorsi.

Dopo il concerto ci furono dei piccoli incontri, ci siamo trovati al tavolo accanto ad un interlocutore molto intelligente, che si presentò come Aleksei. Venimmo a sapere che si trattava di un siberiano, programmatore, un civile a tutti gli effetti (anche se l’istituto aveva un dipartimento militare). Si trovava in Donbass “chiamato dal cuore”, come molti altri volontari “fantasma”. Al momento di congedarci da lui, quasi per caso si è scoperto che avevamo parlato con il comandante di battaglione Markov… Continue reading

Fuori dalla mischia: uno sguardo oltre l’ideologia no-border

Immigrazione – una tematica difficile quanto centrale nelle discussioni politiche di oggi giorno. Quando se ne parla sembrerebbe che la maggior parte delle volte le persone abbiano già investito in posizioni assolute, difficilmente discutibili e dove il pregiudizio alle critiche è frequente – tutti fattori per cui avere un dialogo è conseguentemente difficile se non impossibile. Argomento tosto si, ma non per questo dovremmo essere timidi nell’avere discussioni e cercare di elaborare soluzioni ai problemi che tale fenomeno comporta.

Quando si parla di confini, siamo solitamente indotti a fare riferimento a quelli di natura fisica (come quelli nazionali che dividono gli Stati), la politica di oggi, inoltre, alimenta spesso un immaginario fatto di reticolati, muri, filo spinato, etc. È bene, tuttavia, tenere a mente che non esistono solo confini di questo tipo. Oggi Il termine border, infatti, fa riferimento tanto ai confini di natura fisica quanto a confini di altra natura che potremmo definire di capitale, confini economici, insomma, che vengono solitamente regolati dagli accordi presi in particolare sul commercio e come nell’esempio dei mercati finanziari. Il NAFTA (North American Free Trade Agreement) abbatte il confine per capitale tra gli USA, il Canada ed il Messico, costringendo le attività economiche di quest’ultimo (in particolare l’agricoltura) a competere direttamente con tutto il nord America. Già che ci siamo, definiamo anche i due motivi diversi (ma spesso sovrapposti) per il quale esistono le migrazioni di massa: povertà, e guerra; quindi abbiamo migranti tanto per motivazioni economiche quanto rifugiati fuggiti da conflitti. Continue reading

Chi insulta i gilet gialli insulta anche mio padre

Édouard Louis è uno dei più brillanti giovani romanzieri francesi, enfatizza il suo lavoro sulle umiliazioni quotidiane e la brutalità della vita nella Francia rurale. Critico del governo di Emmanuel Macron, è stato un fervente sostenitore delle proteste dei “gilet jaunes” o “gilet gialli” che hanno attraversato il paese nelle ultime settimane, scatenate da una serie di tensioni sull’aumento del prezzo del carburante. In particolare, lo scrittore ha combattuto i tentativi dei media di etichettare i manifestanti come “idioti di campagna” o stupidi oppositori del progresso. In questo testo, originariamente pubblicato su Les Inrockuptibles, Louis proclama che “coloro che insultano i gilet jaunes stanno insultando persone come mio padre“.


È da qualche giorno ormai che cerco di scrivere un testo su e per i gilet jaunes, ma non ci riesco. Qualcosa nell’estrema violenza e nel disprezzo di classe che sta martellando questo movimento mi lascia paralizzato. Perché in un certo senso sento di essere personalmente preso di mira.

È difficile per me descrivere lo shock che ho provato quando ho visto le prime immagini dei gilet jaunes. Nelle foto che accompagnano gli articoli ho visto corpi che quasi mai compaiono nello spazio pubblico e mediatico – corpi sofferenti devastati dal lavoro, dalla fatica, dalla fame, dall’umiliazione permanente di chi è dominato dal dominante, dall’esclusione sociale e geografica. Ho visto corpi stanchi e mani stanche, schiene rotte e volti esausti. Continue reading

Solidarietà internazionale ai comunisti colpiti dalla repressione in Transnistria

Oleg Horzhan, segretario generale del Partito Comunista della Transnistria, è stato condannato a 4 anni e mezzo di carcere dalle autorità governative al servizio dell’oligarchia.

La mattina del 7 novembre, decine di comunisti – giovani e meno giovani – si sono riuniti per deporre fiori presso il monumento a V.I. Lenin a Tiraspol, in Transnistria, in occasione del 101° anniversario della Rivoluzione bolscevica in Russia.
Attività simili si sono svolte in migliaia di città in tutti i paesi dell’ex Unione Sovietica. Ma l’incontro di Tiraspol aveva un significato speciale, e per i suoi partecipanti necessitava di un coraggio speciale. Continue reading

40 bufale sulla Corea del Nord

#1 «I bambini disabili vengono soffocati negli ospedali. Stessa sorte per i ragazzi più grandi: le policy del governo sanciscono che in Pyongyang non possono esserci disabili» disertori anonimi alla Free North Korea Radio, articolo di International Business Times.

«Nel Luglio 2002, il Comitato internazionale della Croce Rossa, in cooperazione con il Ministero della Salute Pubblica e la Croce Rossa della Corea del Nord, ha lanciato un programma di riabilitazione per gli amputati nel nuovo centro protesi di Songrim, a 30 chilometri a sud dalla capitale di Pyongyang.» Comitato internazionale della Croce Rossa, Report Annuale 2003. Continue reading

Alexey Markov: «Tutto si risolverà per il meglio, o almeno così speriamo»

Alexey Markov “Dobriy” è arrivato nel Donbass nel 2014, ha iniziato come soldato semplice fino ad arrivare a comandare la Quattordicesima Brigata Motorizzata della milizia di Lugansk, la Brigata Prizrak di Alexey Mozgovoy.

Alexey, raccontaci, come sei arrivato nel Donbass?

Dal 2014 mi dedicavo alla raccolta degli aiuti umanitari [ndr: in Russia] per la milizia. Ma quell’estate ho deciso di andarci. Abbiamo formato una piccola squadra di 18 persone e siamo venuti ad Alchevsk nella Brigata Prizrak di Alexey Mozgovoy. Siamo qui dal 2014.

Cosa ne è stato di questa squadra, è ancora qui?

Alcuni sono tornati perché feriti, altri sono qui con noi da quasi 3 anni.

Alcuni volontari hanno deciso di abbandonare il Donbass dopo la firma del 2° accordo di Minsk, quando le azioni militari risultarono, diciamo incomprensibili. Lei è rimasto, perché? Continue reading

Appello a tutte le forze antifasciste da parte di Maksym Chalenko

Maksym Chalenko, Organizzazione comunista di Lugansk, Coordinatore del Donbass International Forum “Antifascismo, Internazionalismo e Solidarietà” (AIS Forum)

Cari compagni!

Ci rivolgiamo a voi con la richiesta di organizzare azioni di protesta contro il Congresso degli ucraini neo-fascisti che si terrà in Spagna, a Madrid. Secondo le informazioni che abbiamo a nostra disposizione, dall’11 al 13 settembre 2015 a Madrid si terrà il Congresso mondiale dei neo-fascisti ucraini. L’organizzazione internazionale dei nazionalisti ucraini pianifica, nel giro di pochi giorni, di tenere manifestazioni, incontri e conferenze con l’obiettivo di sostenere la Giunta fascista in Ucraina che sta uccidendo gli abitanti del Donbass. Continue reading

Las mujeres de la brigada Prizrak: Tatiana Rybalko

Tatiana Rybalko, natural de Mariupol, no se dio por vencida tras escapar de los sótanos de tortura del régimen de Kiev y en lugar de bajar los brazos se presentó voluntaria en la Brigada Prizrak.

Háblenos sobre usted, ¿quién era antes de la guerra, qué hacía?

Antes de la guerra trabajaba en la fábrica metalúrgica de Mariupol. Trabajé allí hasta el mismo momento en que me capturaron. Desde 2010 había sido miembro del Partido Comunista de Ucrania y fui reelegida varias veces para el puesto de secretaria de una célula del partido, miembro del Comité del Distrito, y Vicesecretaria del Comité del Distrito. Continue reading